L’illusione del contratto perfetto in dieci secondi
ChatGPT scrive di tutto: testi, mail, poesie. E persino contratti. Due righe di istruzioni, un clic, e sullo schermo appare un documento ordinato, pieno di articoli e clausole in legalese. Bello, rassicurante. La tentazione è chiara: “Perché pagare un avvocato se l’AI me lo prepara gratis?” Il problema è che non basta sembrare un contratto per esserlo davvero. Una bozza generica ti illude di avere un’armatura, ma alla prima lite scopri che è di cartone.
Clausole mancanti, clausole pericolose
Quasi sempre mancano i dettagli che fanno la differenza: nell’affitto la manutenzione straordinaria, in un accordo tra soci le regole per l’uscita, in un contratto di lavoro la riservatezza o la non concorrenza. Dettagli invisibili, finché tutto va bene. Decisivi — e costosi — quando esplode un conflitto.
La legge non ammette scorciatoie
In Italia esistono clausole inderogabili e requisiti formali che un algoritmo non può conoscere davvero. Se il tuo “contratto AI” li ignora o li viola, rischi non solo di avere un documento nullo, ma persino un boomerang. E davanti a un giudice, dire “me l’ha scritto ChatGPT” vale quanto “me l’ha detto mio cugino”.
I casi italiani che hanno fatto scuola
Non è fantascienza: in tribunale è già successo. A Firenze un avvocato ha depositato una memoria con sentenze della Cassazione… mai esistite, inventate dall’AI. Il giudice ha evitato sanzioni, riconoscendo la buona fede, ma l’episodio è finito sulle prime pagine come il primo caso italiano di “allucinazioni legali”. In altre sedi, diversi magistrati hanno richiamato espressamente i difensori: usare l’AI senza controllare equivale a sottoscrivere un atto falso, con tutte le conseguenze disciplinari del caso.
Conclusione
L’AI può essere utile: ti dà spunti, schemi, bozze. Ma un contratto non è un collage di frasi eleganti. È una rete di protezione cucita su misura per i tuoi rischi, i tuoi tempi, i tuoi soldi.
👉 ChatGPT ti scrive il contratto in dieci secondi. Un giudice lo smonta in due minuti. E indovina chi paga il conto?